SYMP-ALS – Qual è il ruolo dei neuroni simpatici nella sclerosi laterale amiotrofica?

SYMP-ALS – Qual è il ruolo dei neuroni simpatici nella sclerosi laterale amiotrofica?

PRINCIPAL INVESTIGATOR

Tania Zaglia, Università degli Studi di Padova

PARTNER

Antonio Musarò, Università di Roma la Sapienza

Gianni Sorarù, Azienda Ospedale – Università di Padova

VALORE

234.300 euro 

DURATA

36 mesi 

AMBITO DI RICERCA

Ricerca di base

BACKGROUND

La SLA è stata considerata per molto tempo ‘una malattia dei motoneuroni (MN)’, le cellule nervose che controllano la contrazione volontaria dei muscoli. Tuttavia, una serie di studi recenti supportano il concetto di SLA come malattia multi-sistemica’, che colpisce diversi tipi cellulari in vari organi e sistemi. Nel nostro gruppo di ricerca abbiamo identificato, nei pazienti affetti da SLA, un’alterazione nel controllo della funzione di vari organi, da parte dei neuroni simpatici (NS), che possono quindi rappresentare ulteriori cellule disfunzionali, che contribuiscono alla malattia. I NS sono presenti in quasi tutti i tessuti del corpo, compresi i muscoli, le cui fibre vengono innervate in prossimità̀ della giunzione neuromuscolare. Il ruolo dei NS nel muscolo scheletrico è controverso, tuttavia la loro corretta attività̀ risulta cruciale per il mantenimento della struttura e funzione dei muscoli. I nostri dati dimostrano che l’innervazione simpatica dei muscoli è compromessa nei pazienti affetti da SLA, e in modelli preclinici di malattia. Inoltre, l’espressione della mutazione SOD1G93A, in NS normali è sufficiente a causarne la degenerazione. Su queste basi, l’ipotesi del nostro progetto di ricerca è che i NS siano un ulteriore tipo cellulare affetto nella SLA, abbiano un ruolo nella sua progressione e rappresentino pertanto un potenziale nuovo bersaglio terapeutico.

OBIETTIVI

L’obiettivo generale di SYMP-ALS è determinare il ruolo dei NS nella SLA, e comprendere se la loro neuro-modulazione possa rappresentare un’ulteriore opzione terapeutica per migliorare la qualità̀ e l’aspettativa di vita dei pazienti. In particolare, puntiamo a:  

  • definire, mediante modelli preclinici e cellulari, quali aspetti della SLA possono essere attribuiti alla degenerazione dei NS. 
  • comprendere, utilizzando una biotecnologia innovativa, l’optogenetica, che combina tecniche ottiche e genetiche per sondare circuiti neuronali, come la degenerazione dei NS impatta sulla patologia neuro-muscolare nella SLA. 
  • correlare, in una coorte di pazienti affetti da SLA, l’alterazione del sistema nervoso simpatico all’eziologia e alla stadiazione della malattia, per identificare nuovi biomarcatori diagnostici e bersagli molecolari terapeutici.  

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